La storia del soldato Gino Betti è una storia come tante, la vicenda di uno dei tanti partiti dalla bassa padana e mai più tornati.
Una storia usuale anche per il soldato Gino Betti matricola n. 32184 (7) C di Giuseppe e Delendati Maria, classe 1912 - Fontanellato (Parma) : così, freddamente, recita la piastrina ritrovata tra i suoi resti, rimpatriati da Cefalonia dopo la guerra.
Betti si era fatto anche la guerra d'Africa, poi tra alterne vicende e poche licenze, da Brindisi era partito per Cefalonia, geniere marconista della 33a compagnia mista TRT divisione Acqui.
Da quel momento, la sua vita, il filo che lo lega alla famiglia viene scandito da poche cose: qualche rara fotografia - Gino scriverà a casa lamentando l'alto costo delle foto - e poche lettere alla moglie.
Ma la vita nell'isola pare, per qualche tempo, scorrere come una fortunata vacanza. Le lettere attestano tutto questo, o almeno quello che il soldato Betti vuole trasmettere ai suoi famigliari. Alla giovane moglie e alla figlia Angela, nata nella breve felicità di una licenza, scrive di una vita tranquilla: si è messo anche ad allevare conigli, e va con l'auto a prendere loro da mangiare, in campagna. Ma Betti non aveva la patente, e a casa, non aveva mai guidato. Quindi Cefalonia per lui aveva voluto dire anche avere il tempo per prendere la patente, o quanto meno, imparare a guidare, la pretesa di una impossibile normalità. Con lo stipendio che riceve per il servizio militare, riesce pure a comprare olio che spedisce alla famiglia, a casa.
Poi, il '43 e tutto cambia.
C'è una lettera datata 7 luglio di quell'anno. Dentro, una frase, tra piccoli affetti famigliari, alla moglie: "... si spera sempre che non succeda niente... ". Chissà che avrà voluto dire il giovane soldato: semplicemente l'augurio che tutto continuasse così, oppure un tragico presagio, o ben peggio, l'aver colto una voce che già girava ancor prima del 25 luglio? In quest'ultimo caso la frase può essere collegata al fatto che durante il periodo luglio - agosto, i soldati tedeschi si preparavano a sostenere il "tradimento" italiano?
E invece tutto succede, nel breve volgere di qualche tempo, perchè la Storia con la S maiuscola decide, improvvisa, di prendersi le proprie rivincite. E Cefalonia diventa l'inferno.
Betti fa il marconista e quando gli ex alleati tedeschi decidono che è l'ora di punire i traditori, esce allo scoperto, forse per trasmettere chissà cosa. E la mitraglia di un aereo tedesco, lanciato al primo assalto, lo falcia. Forse è il primo morto, o forse no.... ma questo non è poi davvero troppo importante.


L'ultima foto inviata a casa


La piastrina

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