PER NON DIMENTICARE: CONCLUSIONI PROVVISORIE
Cefalonia:
una pagina da raccontare; questa immane strage dell'isola greca deve
ancora essere ricostruita in tutta la sua agghiacciante realtà
e responsabilità.
E' senza dubbio uno dei crimini più efferati e meno conosciuti
della Seconda Guerra Mondiale.
L'ordine è verosimilmente venuto da Hitler in persona "
non si faranno prigionieri, tutto ciò che appare davanti agli
occhi verrà abbattuto
..le 24 ore che vi ( riferito alla
nostra resa) succedono, vi appartengono" ( cioè potevano
fare quello che volevano), anche se preferiamo credere che un simile
ordine non sia mai arrivato e siamo propensi a pensare piuttosto all'ubriacatura
dispotica dei comandanti, per i quali la vita delle persone non è
che un numero.
E i numeri di Cefalonia sono tali da rimanere atterriti: oltre 1500
i caduti in combattimento o dispersi nei tragici giorni di settembre,
oltre a quelli fucilati e abbattuti immediatamente sul campo o subito
dopo la resa ed altri, fatti prigionieri, affondarono in mare a bordo
di tre navi o provarono il dramma dei campi di lavoro e di concentramento.
Il tragico destino della Divisione Acqui si consumò sull'isola
greca, ma quanti interrogativi ancora, dopo più di mezzo secolo!
Nel dopoguerra, Roma scelse il silenzio per non creare tensioni tra
paesi della Nato durante la guerra fredda.
La documentazione sulla strage venne celata e la Divisione Acqui ha
conosciuto una serie di tradimenti a partire dal 1956, quando la Procura
Militare di Roma in accordo con i Ministeri della Difesa e degli Esteri
mancò di chiedere l'estradizione di alcuni ufficiali tedeschi.
Anche successivamente si è voluto dimenticare il massacro forse
perché non rientrava nello " schema storico" della
Resistenza, infatti si trattava di militari e non di partigiani identificabili
politicamente.
Nel 1980 Sandro Pertini denuncia la " congiura del silenzio su
Cefalonia" e l'ex presidente disse " Questo olocausto è
stato dimenticato per omertà tedesca e ignoranza italiana".
Nel 2001 l'allora Capo dello Stato Carlo
Azeglio Ciampi si recò nell'isola di Cefalonia e rese
onore ai caduti, si disse " orgoglioso di quella pagina di Storia
da loro scritta, una delle più gloriose della nostra Storia millenaria".
Questa memoria nel settembre 2006 è calpestata dai giudici di
Monaco di Baviera: i soldati massacrati a Cefalonia erano " traditori".
Anche , dopo la guerra, al processo di Norimberga, per Cefalonia nessuno
venne condannato a morte; solo il generale Helmut Lanz, che comandava
la guarnigione tedesca viene condannato a 12 anni di carcere. Qualche
tempo dopo la Commissione per la revisione del processo sconta la pena
all'ex generale che, dopo soli tre anni , il 3 febbraio 1951 esce dal
carcere.
Nessun altro militare della Wehrmacht è stato mai processato
per l'eccidio di Cefalonia.
Oggi sarebbe giusta, per riparare ai " guasti" del passato
ed alla sentenza oltraggiosa del settembre 2006, una presa di posizione
ufficiale delle nostre istituzioni per non vedere traditi e offesi migliaia
di caduti e per non tradire, pure, cerimonie e celebrazioni come questa.
PER
NON DIMENTICARE: I MONUMENTI